Ottenere foto di Paesaggi niditi: la Distanza iperfocale

Realizzare immagini molto nitide grazie all’aiuto dell’iperfocale

Austria, Paesaggi niditi

Fotografia di paesaggio dell’Austria

Spesso guardando una bellissima fotografia di paesaggio, ci si chiede come ha fatto l’autore ad ottenere tutto perfettamente nitido, dal primo piano all’infinito.

In realtà questo è reso possibile grazie ad una tecnica che risale quasi un secolo fa, parliamo di Distanza iperfocale.

Uno dei pionieri di questa tecnica fu proprio Ansel Adams, celebre fotografo statunitense, famoso per i suoi bellissimi paesaggi in bianco e nero.

Per molti il significato di Iperfocale potrebbe suonare qualcosa di nuovo, ma per chi come me ha iniziato a fotografare i paesaggi alla fine degli anni 80, dove ancora non esisteva l’autofocus, conosce benissimo il significato.

Cos’è la Distanza iperfocale

Fotografia di paesaggio - Austria

L’iperfocale altro non è che la distanza minima di messa a fuoco, dal punto più vicino, fino all’infinito, a seconda del rapporto lunghezza focale/Diaframma.

In altre parole, a seconda della lente e di un determinato valore di Diaframma, possiamo mettere a fuoco, partendo da una minima distanza, oltre la quale tutto il campo inquadrato risulta essere nitido fino all’infinito.

Come si Calcola

Per determinare la Distanza iperfocale ottimale, basta una semplice formula che calcola la relazione tra la distanza misurata in millimetri e l’apertura del diaframma. La funzione è:

H: Distanza iperfocale,  f:  lunghezza focale,  N: rapporto di apertura diaframma.  Fonte Wikipedia

Per stimare la corretta Distanza iperfocale, esistono vari strumenti che ci permettono di ottenere la giusta impostazione in base alla nostra lente ed il fattore crop del nostro sensore digitale.

esempio tabella iperfocale

Esempio con fotocamera APS-C

Nel periodo in cui si fotografava in analogico con lenti Manual focus, nella maggior parte dei barilotti degli obiettivi si trovavano già  le indicazioni per la profondità di campo, questo permetteva di trovare la distanza iperfocale ottimale, infatti una delle prime fotocamere ad adottare questo sistema fu proprio la Leica M a telemetro.

Per quando riguarda le comuni lenti in commercio, spesso non si trovano molte indicazioni sui barilotti, specie sugli zoom, ma per fortuna esistono delle tabelle che possiamo scaricare dalla rete, che ci permettono di determinare in base alla lente e dimensione sensore digitale la giusta distanza di messa a fuoco.

Un altra valida alternativa sono le istallazioni di App dedicate sui nostri dispositivi mobili,  a seconda del sistema operativo.

Per i dispositivi Android consiglio HyperFocal Pro, mentre per IOS Hyperfocal DOF.

HyperFocal Pro

Dove viene applicata questa tecnica?

Questa tecnica viene usata sopratutto per la fotografia di paesaggi , dove l’uso di focali corti  (grandangoli) ci permette di ottenere  una maggiore profondità di campo pur usando diaframmi relativamente aperti.

Il vantaggio di questa tecnica è che quando componiamo la nostra immagine non occorre spostare la fotocamera per mettere a fuoco il punto più vicino, ci basterà applicare le regole della distanza iperfocale, certi di ottenere un immagine perfettamente nitida in tutto il campo inquadrato

Conclusione

Bisogna ricordare che l’uso dell’autofocus nella paesaggistica è sconsigliato. Personalmente uso obiettivi fissi  non autofocus.

Oggi  lo sviluppo di obiettivi Autofocus sempre più evoluti, con sistema di lettura a contrasto o ricerca di fase, fanno dimenticare a molti dell’importanza di usare la modalità manuale, la quale ci permette non solo di costruire una foto partendo dalla base ovvero la messa a fuoco, ma  anche di valutare con più  attenzione tutta la nostra composizione.

Buona luce!

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