Fotografare paesaggi, 18 indicazioni per non commettere errori

fotografare paesaggi

Fotografare i paesaggi è il primo approccio per chiunque si avvicini alla fotografia.

Quanti di voi si sono trovati davanti ad un bellissimo paesaggio, e non siete riusciti a resistere alla tentazione di scattare una foto con il vostro telefonino?

Ma poi, riguardando attentamente la vostra foto, vi rendete conto che il paesaggio immortalato non è come nella realtà. O quando meno non è come lo hanno visto i vostri occhi.

In realtà, per fotografare i paesaggi non basta uno smartphone di ultima generazione o un’ammiraglia reflex con un super obbiettivo tedesco. Niente di tutto ciò.

Quando osserviamo un bellissimo panorama, i nostri occhi riescono a percepire ogni singola sfumatura.

Questo perché Il nostro cervello è in grado di cogliere selettivamente ogni particolare sia esso in piena ombra che nelle alte luci.

Così abbiamo una visione dinamica di tutto ciò che ci circonda.

Purtroppo lo stesso non accade sulla nostra fotocamera, in quando il sensore fotografico non riesce ha catturare l’intera gamma dinamica, o quantomeno non in un singolo scatto.

Per riuscire ad ottenere un immagine ben equilibrata sia come luce che come composizione basta seguire alcune regole base.

In questa guida con 18 semplici indicazioni, vi spiegherò come migliorare in modo intelligente, le vostre fotografie di paesaggio.

Ecco le mie 18 indicazioni per fotografare i paesaggi

1. L’importanza della Gamma Dinamica nella fotografia di paesaggi

La gamma dinamica in fotografia è la capacità del sensore di riuscire a catturare una determinata intensità luminosa, che va da un valore di minima intensità di luce ad un valore di massima intensità di luce. Più questo range è ampio maggiore sarà la gamma dinamica ottenuta.

Per non entrare nel tecnicismo, in linea di massima più è grande è il sensore maggiore sarà la capacità dei fotositi di catturare un range dinamico più ampio.

Nella fotografia di paesaggio una fotocamera con sensore a Pieno formato(Full-Frame) è più avvantaggiato rispetto ad un sensore di grandezza minore di pari risoluzione, grazie alla minore intensità di fotositi che vi popolano all’interno del sensore. Questo non significa che con una fotocamera APS-C piuttosto che una semplice compatta, non possiamo realizzare lo stesso bellissime immagini di paesaggi.

Certamente con un sensore a pieno formato possiamo ottenere immagini molto più incisive, ma conoscendo i limiti della nostra fotocamera possiamo in ogni caso  riuscire ad ottenere delle immagini altrettanto soddisfacenti.

Quindi per Fotografare i paesaggi in primo luogo bisogna saper interpretare la differenza tra le alte luci e le ombre.

Una volta che abbiamo appreso il concetto base di gamma dinamica, sapremo anche valutare meglio la nostra scena da fotografare.

2. La ricerca del paesaggio

L'importanza della Gamma Dinamica nella fotografia di paesaggi

Il paesaggio di Aci Castello Catania. © JoVittorio

Ricercare un bellissimo luogo da fotografare è il primo step che ogni fotografo di paesaggio, sia esso un professionista o un semplice appassionato, deve affrontare in maniera accurata.

Prima di avventurarsi in un viaggio, assicuratevi che il luogo che andrete a visitare ci siano dei paesaggi belli da fotografare.

Un buon metodo è quello consultare in rete delle guide turistiche locali. Esistono decine di portali dedicati alle varie località.

Un altro metodo è quello di cercare immagini di luoghi sui siti di condivisione foto, come 500px.

Qui troverete molti spunti di fotografi che sono già stati in quel luogo.

Se però ancora non vi sentite pronti per affrontare un viaggio, magari perché non avete abbastanza esperienze o perché siete all’inizio, e temete di non riuscire a fare degli scatti decenti, non preoccupatevi.

Potreste iniziare a fotografare i paesaggi in luoghi vicino la vostra città.

Potete anche cercare un club fotografico locale, ed iscriversi. Questi club organizzano spesso delle uscite fotografiche, ottimo modo per condividere le proprie esperienze.

3. non sottovalutare le Condizioni Meteo

In genere si pensa, che per realizzare una bella fotografia di paesaggio, occorre che ci sia una bella giornata soleggiata.

In parte è vero, se volete cimentarvi a vendere cartoline della vostra città ai turisti.

Anche se non c’è una vera e propria regola, personalmente preferisco il tempo variabile, soprattutto per i panorami.

Pertanto, un cielo coperto per il 30/40% riesce a conferire alle nostre immagini una maggiore dinamicità.

4. Scegliete l’ora migliore

Senza alcun dubbio l’ora migliore per fotografare i paesaggi è l’alba ed il tramonto, la cosiddetta Golden Hour.

L'ora migliore per fotografare i paesaggi

Isola Bella di Taormina durante la Golden Hour. © Jo Vittorio

Ma cos’è la Golden Hour?

La Golden Hour (ora dorata), è considerata per il fotografo di paesaggio il Santo Graal della luce perfetta.

Essa ci permette di creare delle scene molto suggestive, grazie alla luce calda e le ombre lunghe.

Questa particolare condizione si verifica quando il sole è bassissimo, cioè al mattino subito dopo l’alba e al tramonto qualche istante prima che il sole sparisca sull’orizzonte.

In media la Golden Hour dura circa una mezz’ora, a seconda della stagione dell’anno.

5. La stagione migliore per fotografare un paesaggio

Molti non considerano importanti le stagioni nelle fotografie paesaggistiche.

In realtà a seconda delle stagioni, una scena può presentare colori e atmosfere totalmente differenti.

Questo accade perché durante l’anno l’angolazione del sole cambia.

Ogni stagione ha un proprio colore, e scegliere di fotografare un determinato paesaggio in una determinata stagione può fare la differenza.

La primavera è il periodo della fioritura, dalle mille sfumature, praticamente ogni scena possiede colori variegati.

La fotografia ideale in questo periodo è sicuramente il paesaggio naturale.

L’estate è il periodo più caldo dell’anno i suoi colori sono molto forti come il blu del mare e l’azzurro del cielo quasi sempre sgombro dalle nuvole.

Questo periodo dell’anno è ideale per foto dai colori saturi e contrasti molto forti. Da evitare le zone costiere, perché spesso affollate, meglio un bel paesaggio urbano.

L’autunno è senz’altro la mia stagione preferita.

I suoi colori sono il giallo delle foglie degli alberi che ricoprono i sentieri boschivi.

Le foto ideali sono i laghi e i fiumi con i loro alberi dalle foglie ingiallite, che donano alle nostre foto una leggera dominante di colore arancio.

L’inverno è il periodo dai colori grigio ed il bianco dei monti innevati.

Le foto Ideali sono i paesaggi montani. ma anche le zone costiere con il mare in tempesta, sono ottimi spunti per ottenere foto drammaticamente spettacolari.

6. Impostazione ideale del diaframma

Innanzitutto è bene ricordare che nelle fotografie di paesaggio è fondamentale la profondità di campo.

Per far ciò dobbiamo impostare diaframmi tra f/8 e f/16.

Questo non solo incrementerà la profondità di campo, ma aumenterà la resa dell’immagine in termini di nitidezza.

Ricordatevi  di non usare diaframmi troppo chiusi, come per esempio F/22, i quali produrrebbero immagini con perdita di nitidezza a causa della diffrazione.

7. Scegli un valore ISO ottimale

Impostate gli ISO ai valori più bassi permessi dalla vostra fotocamera, 50 ISO, 100 ISO o 200 ISO, a seconda del modello.

Questo non solo ci permetterà di ottenere la massima pulizia in termini di rumore generato dal sensore digitale, ma nello stesso tempo otteniamo anche un immagine molto più dettagliata. Ovviamente più basso sarà il suo valore più lungo sarà il tempo di scatto.

8.Usa il Manual Focus MF

Uno dei fattori più importanti nella fotografia di paesaggio è proprio la messa a fuoco, essa in combinazione con il numero di diaframma, ci permetterà di ottenere una maggiore profondità di campo.

Di norma quando scatto foto di paesaggi preferisco impostare il Manual Focus MF, ingrandendo un punto di riferimento come un roccia in primo piano e ruotando la ghiera di mess a fuoco fino ad ottenere il dettaglio perfettamente a fuoco. Questo mi permette di avere un maggiore controllo.

Mentre alcuni fotografi paesaggisti preferiscono lavorare i modalità Autofocus, impostando la modalità di messa a fuoco a punto singolo.

9. Formato RAW o JPG

Di solito quanto si scattano delle fotografie,  le immagini vengono salvate di default in formato JPG. Questo formato viene utilizzato in quando il loro peso è molto ridotto in termini di Bytes, ma nello stesso tempo a causa della compressione comporta la perdita della maggior parte dei Metadati contenuti all’interno della nostra immagine.

Nella fotografia di paesaggio la maggior parte dei fotografi professionisti evita il formato JPG, e vi spiego il perché:

Il formato RAW  contrariamente al JPG può conservare ogni informazione di scatto. Questo fa si che durante la fase di editing possiamo recuperare immagini problematiche, per esempio con  livelli di sotto e sovra esposizione, oppure correggere il bilanciamento del bianco.

Oltre a conservare preziose informazioni questo formato permette di registrare le immagini del nostro sensore nella  sua massima definizione, questo ci permetterà  di ottenere scatti di altissima qualità.

Per quanto riguarda il JPG c’è  da dire che quando fotografiamo in questo formato, in realtà l’immagine in origine viene acquisita in RAW, e poi convertita  attraverso gli algoritmi del software della nostra fotocamera in JPG. Questo comporta che durante la conversione non solo si perdono le informazioni di scatto, ma in termini di resa l’immagine risulta di una qualità inferiore.

Un altro vantaggio di scattare in RAW è il fatto di poter acquisire maggiori livelli di luminosità.

In termini tecnici i livelli di luminosità altro non sono che il numero di passaggi dal bianco al nero.  Maggiore è il numero di passaggi,  maggiore sarà la sua definizione dei toni nelle transazioni.

Il formato JPG è in grado di acquisire solo 256 livelli di luminosità, mentre il formato RAW può  arrivare fino a  16.384. (JPG 8bit e RAW 12/14bit)

Adesso capite bene perché i fotografi  professionisti impostino di default il formato RAW.

Fotografare i paesaggi in formato RAW, ci permette di ottenere una maggiore gamma dinamica, possiamo recuperare luci o ombre la dove mancassero, ed ottenere un maggiore controllo tonale.

Sebbene il  Formato RAW rispetto al JPG sia di maggiori dimensioni in termine di Bytes  risulta l’ideale per la fotografia di paesaggi.

Quinti il mio suggerimento è quello di impostare la vostra fotocamera nel  Formato RAW

10. Usa il Filtro polarizzatore

NiSi Filtro Polarizzatore

NiSi Filtro Polarizzatore – vedi su Amazon

Fotografare i paesaggi con l’ausilio del filtro polarizzatore ci permetterà di ottenere immagini molto più contrastate. Possiamo ridurre i riflessi sia dell’acqua che sulle superficie riflettenti. Inoltre grazie al polarizzatore possiamo ottenere un cielo dal profondo blu, oltre al fatto che in certi casi riesce a ridurre persino la foschia nell’ambiente circostante.

Quelli più usati sono di tipo circolari, noti come (polarizzatore circolare), hanno una filettatura per essere avvitati davanti all’obiettivo, e una volta montato ci basterà ruotarlo in senso orario o viceversa, così da poter incrementare  l’effetto polarizzante.

11. Usa il filtro a densità neutra per le lunghe esposizioni

filtro lunga esposizione

K&F Concept Filtro ND, Vedi su Amazon

Il filtro ND (Neutral Density) ha la caratteristica di sottrarre luce asseconda del suo grado di densità. Di norma questi filtri vengono usati per allungare i tempi di scatto, così possiamo ottenere effetti artistici come per esempio l’effetto dell’acqua setosa o la scia delle nuvole in movimento.

In rapporto del loro grado di densità, in commercio troviamo filtri ND da 6 stop, 10 stop o 15 stop. Maggiore sono gli stop maggiore sarà il tempo di scatto.

12. Migliora la gamma dinamica con il  filtro a densità neutra graduati GND

Filtro digradante

LEE Reverse ND 0.6 100x150mm, vedi su Amazon

Il filtro a densità neutra graduata GND viene usato in tutte le situazioni in cui la differenza di luce tra il cielo e lo sfondo in primo piano risultano molto contrastati. In altre parole se esponiamo per il cielo, otteniamo uno sfondo in primo piano sotto esposta, viceversa se  esponiamo per il primo piano il cielo risulterà sovraesposto.

La maggior parte dei filtri GND  sono di tipo a lastra, e sono formati da una parte più scura ed una parte totalmente trasparente. In questo modo possiamo metterlo davanti al nostro obiettivo tramite un Holder, e posizionare la parte scura nella zona dove vogliamo sottrarre più luce, per esempio il cielo. Questo ci permetterà di ottenere un immagine perfettamente bilanciata.

Per un maggiore approfondimento leggete questa mia guida 3 Filtri per la fotografia di paesaggio essenziali

13. Usa il treppiede

Treppiede da Viaggio

Treppiede da Viaggio, vedi su Amazon

Come spiegato nei paragrafi precedenti, nella fotografia di paesaggio per ottenere un immagine perfettamente nitida e dettagliata su tutto il campo inquadrato, abbiamo bisogno di abbassare i valori di ISO e chiudere il diaframma. Questo ci obbligherà ad impostare tempi di scatto molto più lunghi. In questo caso dobbiamo fissare la fotocamera su un treppiede, onde evitare il mosso sull’immagine, a causa del tempo di scatto lungo.

Un altro vantaggio del treppiede sta nel fatto che possiamo realizzare una serie di scatti in bracketing con esposizioni differenti della stessa composizione, e poi montarle in post produzione, per creare delle maschere di livello che ci permetteranno di correggere eventuali errori di sotto o sovra esposizione o creare un HDR.

Altro vantaggio del treppiede è quello di poter controllare meglio la nostra composizione, come per esempio la messa in bolla della fotocamera, così eviteremo in fase di post-produzione di livellare l’immagine con conseguente perdita di risoluzione dovuta al Crop.

14. Componi l’immagine con la regola dei terzi

Questa regola vale per molti generi fotografici.

Per la paesaggistica è quasi un obbligo se non si vuole rischiare di sbagliare composizione.

La regola dei terzi nella fotografia dei paesaggi

Immaginiamo il campo inquadrato con due linee verticali e due linee orizzontali che si intersecano creando dei punti.

Adesso ci basterà porre il nostro soggetto tra uno o più punti di essi, così da avere una scena più regolare.

Adottando questa semplice regola, le nostre immagini acquisteranno più naturalezza.

15. l’utilizzo dell’esposimetro nella fotografia di paesaggio

L’esposimetro serve per misurare la quantità di luce che passa attraverso la lente dell’obiettivo della nostra fotocamera.

Fortunatamente tutte le fotocamere hanno un esposimetro integrato, che ci può aiutare a risolvere parte dei problemi legati alla gamma dinamica.

I primi esposimitri negli anni 70, permettevano di calcolare l’esposizione su tutta la scena inquadrata.

Questo poneva grossi problemi per chi doveva fotografare i paesaggi, in quando si aveva una misurazione generica di tutta l’intera scena.

Come risultato finale, si avevano foto con zone troppo scure o zone troppo chiare.

Con il progredire della tecnologia e l’evoluzione algoritmica, si è arrivati all’esposimetro TTL.

Grazie a questo sistema possiamo calcolare con precisione la luce attraverso tre livelli di misura:

  • Matrix
  • Media
  • Spot

Per Fotografare i paesaggi, a singolo scatto, il mio suggerimento è quello di adottare la modalità Matrix o multinazonale, esso si basa sulla misura di ogni singolo punto su tutta l’intera area.

Ciò permette di ottenere una misurazione complessiva della luce e una maggiore accuratezza dell’esposizone in tutta la scena inquadrata.

Questa è il sistema che viene adottato quando si vuole fotografare i paesaggi effettuando un singolo scatto.

16. L’uso dell’Istogramma

istogramma

L’istogramma è una rappresentazione grafica dell’esposizione della luce (o valori della luce), che il nostro sensore sta registrando.

Spesso viene sottovalutato da molti fotografi di paesaggio, o addirittura del tutto trascurato.

In realtà l’istogramma è uno strumento molto prezioso, in quanto ci aiuta a capire quanto un immagine è adeguatamente esposta.

Esso ci aiuta in tempo reale a regolare le impostazioni della nostra fotocamera, così da poter ottenere una foto bene esposta ancor prima di essere immortalata.

Per poter Fotografare i paesaggi ricordatevi che l’uso dell’istogramma è di fondamentale importanza.

17. La tecnica dell’HDR

Fotografare paesaggi in HDR

HDR della zona costiera di Aci Trezza. © Jo Vittorio

HDR sta per High Dynamic Range (alta gamma dinamica), Si basa sull’effettuare una serie di scatti della stessa scena, ma con esposizione differenti.

Immaginate di voler fotografare un bellissimo paesaggio in una zona costiera, durante l’alba a l sorgere del sole.

In questo caso sarebbe impossibile ottenere in un singolo scatto una scena correttamente esposta.

Questo perché il contrasto tra la luce frontale del sole e la penombra della costa è molto alto.

Se esponiamo per la luce del sole, il risultato sarebbe di avere l’intera scena sottoesposta.

Viceversa se esponiamo per la penombra, bruceremo le alte luci.

Con l’HDR, ci basterà fare tre scatti, il primo esposto con le alte luci, il secondo scatto esposto con le ombre ed il terzo con la media dei due.

Le fotocamere di ultima generazione permettono di impostare la funzione HDR, scegliendo la quantità di scatti da effettuare e gli stop tra un fotogramma e l’altro.

Nel caso in cui la vostra fotocamera non dovesse avere questa opzione, potete affidarvi a software come PhotoMatix pro, che però è a pagamento.

Photomatix oltre a permettere una fusione delle immagini, tramite il Tone Mapping, agisce anche sui toni dei colori, comprimendoli, così da ottenere colori saturi e contrasti alti.

Una soluzione gratuita potrebbe essere GIMP che oltre ad essere un software di fotoritocco possiede una serie di filtri hdr, gratuitamente disponibile in rete.

18. Il blending

Questa è una delle tecniche che uso spesso per le mie fotografie di paesaggio.

Fotografare paesaggi con la tecnica del Blending

Aci Castello CT – esempio della tecnica di Blending applicata a questo scatto durante la post produzione

Nello stesso modo come nell’HDR, ma senza la fusione algoritmica.

Vi basterà, tramite Photoshop o un altro software di fotoritocco, mettere le vostre tre o più immagini in livelli separati.

Poi con delle maschere, si cancelleranno determinate zone, al fine di ottenere un immagine omogenea.

Conclusione

Avrete modo di migliorare la vostra esperienza, semplicemente sperimentato.

Non abbiate paura di sbagliare, spesso è sbagliando dai propri errori che si migliora.

La sperimentazione è la chiave del successo, che farà la differenza tra una foto discreta ed una foto eccellente.

Per avere un maggiore approfondimento sulla fotografia di paesaggio, vi invito a leggere questi miei articoli:

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