Fotografare le stelle e il paesaggio notturno

Fotografare le stelle

Realizzare bellissimi cieli notturni adottando le regole base dell’Astrofotografia.

Capita spesso in una bella notte di estate di osservare il cielo, e subito dopo provare a fotografare le stelle facendo degli scatti con la nostra fotocamera piuttosto che con il nostro smartphone, ma dopo aver visualizzato il nostro scatto ci rendiamo conto che l’immagine non appare come l’avevamo osservata.

In realtà non serve neanche possedere una fotocamera reflex digitale di ultima generazione, quale potrebbe essere una APS-C piuttosto che una fiammante Full-Frame, che sicuramente possono essere di aiuto, ma senza la giusta tecnica risultano poco efficaci.

Per fotografare le stelle o realizzare delle belle immagini del paesaggio notturno, serve semplicemente conoscere, e mettere in pratica alcune regole basilari che ci aiuteranno ad ottenere i risultati desiderati.

In questa guida vi spiegherò come ottenere risultati soddisfacenti semplicemente adottando le regole base dell’Astrofotografia, come il giusto corredo fotografico, la pianificazione, le impostazioni ideali, ed infine realizzare la post-produzione dei nostri scatti notturni.

Il Kit fotografico per fotografare le stelle

Se siete in possesso di un corredo per la fotografia di paesaggio, avete già tutto il necessario. Ma vediamo nel dettaglio fotocamera e accessori necessari.

Fotocamera

Per il nostro scopo andrà bene qualsiasi fotocamera, Compatta, Reflex o Mirrorless, purché abbia la possibilità di poter essere settata per la ripresa in manuale. In questo modo possiamo sia settare la sensibilità ISO che agire sui tempi di scatto.

La combinazione di queste due impostazioni farà la differenza della buona riuscita delle nostre foto del cielo notturno.

Ovviamente con un sensore full-Frame abbiamo la possibilità di acquisire maggiore luce rispetto ad un sensore più piccolo, con il vantaggio di ottenere immagini con meno rumore digitale oltre ad un file Raw di qualità superiore.

Per un maggiore approfondimento su quale fotocamera scegliere vi rimando a questa mia guida: 5 tra le migliori fotocamere per paesaggi

Grandangolare

Un obiettivo con un apertura focale molto ambia sarebbe l’ideale, ma deve possedere anche un’altrettanta apertura di diaframma. Una lente molto luminosa  permetterà al nostro sensore di catturare una maggiore quantità di luce.

Considerate che la luminosità ideale di una lente per il nostro scopo, dovrebbe essere tra f/2,8 e f/1,4. Con queste aperture otteniamo il giusto rapporto Tempo/diaframma in modo tale da non avere ISO troppo elevati, in rapporto dell’apertura massima di diaframma.

Treppiede

Dato che dovremmo usare tempi di scatto relativamente lunghi occorre avere la fotocamere ben stabile durante la fase di ripresa.

Un buon treppiede deve poter garantire alla nostra fotocamera una buona stabilità, onde evitare il micro mosso. Maggiore sarà la sua robustezza minore saranno le vibrazioni trasmesse sul corpo della fotocamera.

Esistono in commercio diversi tipi di treppiedi, divisi per peso e dimensioni. Il mio suggerimento è quello di adottare un treppiede da viaggio.

Acquistate quello con la taglia più corretta in rapporto del peso della vostra fotocamera. Ne esistono di vari materiali, tra cui il classico in alluminio o quello un po più costoso in carbonio.

Scatto remoto

Anche se la fotocamera è ben fissata sul treppiede, potremmo creare delle micro vibrazioni nel premere il pulsante di scatto. Per questo motivo consiglio di adottare uno scatto remoto. In commercio ne esistono di vario tipo vedi su amazon

Lampada frontale a luce rossa

In una notte stellata senza luna, i nostri occhi hanno bisogno di un po di tempo per abituarsi a vedere. La nostra pupilla impiega circa un minuto per dilatarsi completamente e permetterci di vedere le luci deboli in lontananza. Per un corretto adattamento al buio può risultare comodo l’utilizzo di una lampada frontale a led a luce rossa. Essa non solo ci permetterà di orientarci nell’ambiente circostante, ma possiamo anche avere una fonte di luce durante la fase preparatoria, come per esempio il posizionamento della fotocamera, senza la quale in una notte buia diventerebbe un vero problema.

Lampada frontale a luce rossa

Torcia elettrica

La torcia elettrica è un altro accessorio utile nella fotografia in notturna, come per esempio il light painting, con il quale potremo creare svariati giochi di luce. Possiamo puntare la luce della nostra torcia su un albero durante la fase di ripresa e dipingere letteralmente con la luce per creare effetti suggestivi.

Si usa molto anche includere nell’immagine un soggetto che punta la torcia verso il cielo stellato, creando una sorta di scia luminosa che punta verso il cielo.

Insomma le possibilità creative sono infinite!

 

Pianificazione

Fotografare un bel cielo stellato comporta una pianificazione che tenga conto di almeno  4 fattori significativi, ai fini della buona riuscita:

  1. Inquinamento luminoso
  2. Condizioni meteo
  3. Fasi lunari
  4. Mappe stellari

Chi vive nei grossi centri urbani avrà certamente notato quanto sia difficile intravedere la volta celeste, persino in una notte totalmente limpida noteremo  una foschia di dominante bianca o arancione. Il motivo principale sta nell’inquinamento luminoso.

l’inquinamento luminoso, è provocato da fonti  di luce artificiale diretta e indiretta,  per lo più nelle grandi città, il che si traduce in una scarsa visibilità della volta celeste.

Mappa stellare inquinamento luminoso

In questa immagine possiamo notare la concentrazione dell’inquinamento luminoso in Europa.

Purtroppo questo è uno dei maggiori problemi che bisogna valutare quanto si vuole andare a fotografare le stelle.

Ma non scoraggiatevi perché esistono dei modi per realizzare ugualmente delle bellissime immagini della volta celeste

Per prima cosa possiamo risolvere parte di questo problema  allontanandoci dal centro abitato quanto più possibile, o recarci su alture, come colline o montagne.

Possiamo anche avvalerci di Dark site finder, o Light Pollution Map. Queste sono delle vere e proprie mappe, che ci possono aiutare a trovare zone con bassi livelli di inquinamento luminoso.

Ci basterà inserire il nome della nostra località per capire dove potremmo recarci per trovare un luogo con meno inquinamento luminoso.

NiSi Natural Night

NiSi Natural Night

In aggiunta possiamo applicare davanti alla nostra lente un filtro per la fotografia notturna e astrofotografia NiSi Natural Night, il quale riesce a ridurre drasticamente l’inquinamento luminoso agendo direttamente sulle frequenze delle luci artificiali.

Condizioni Meteo

Il secondo fattore che dobbiamo considerare è quello più ovvio! ovvero, scegliere una notte limpida e sgombra da ogni nuvola.

Per questo scopo  può essere utile avvalersi di uno strumento molto comodo come Windy,  dalla quale possiamo con largo anticipo avere una previsione meteo molto accurata.

Fasi Lunari

Il terzo fattore, e non meno importante dal primo, è quella di considerare le fasi lunari. Vi basti sapere che una luna piena può letteralmente nascondere il nostro cielo stellato.

The Photographer's Ephemeris

Per sapere quando la luna si trova esattamente sul nostro scenario, possiamo consultare The Photographer’s Ephemeris

Questa applicazione è apprezzata da tantissimi fotografi di paesaggio. Essa si utilizza sia per controllare dove sorge e tramonta il sole, oppure per controllare le fasi lunari, o l’ora in cui compare la luna, attraverso delle specifiche traiettorie visualizzabili attraverso una mappa.

Mentre se vogliamo avere un vero è proprio calendario delle fasi lunari, potete scaricare sul vostro telefonino un App gratuita  Simple Moon Phase Calendar.

Mappe stellari

Uno strumento molto utile sono le mappe stellari, le quali ci consentono di avere una panoramica della volta celeste. mostrando costellazioni, pianeti o corpi celesti.

Un utilissima App gratuita è  Mappa stellare, con la quale possiamo esplorare il cielo stellato in tempo reale, mostrandoci ogni costellazione, compresa la Via Lattea, ci basterà puntare il telefono in qualsiasi direzione per avere un quadro della volta celeste.

La regola del 600

Dato il moto apparente delle stelle, per evitare di creare delle scie di luce sulla nostra immagine dovremmo impostare un tempo di scatto non troppo lungo.

In questo caso possiamo avvalerci della regola del 600, grazie alla  quale possiamo adottare un tempo di scatto lungo, in rapporto della lunghezza focale.

Questo ci permetterà di registrare e fissare le nostre stelle come perfetti punti di luce sulla nostra immagine, senza lasciare alcuna scia luminosa.

Ipotizzando  di avere un obiettivo grandangolare con focale 20mm, applicando la regola del 600 dobbiamo impostare un tempo di scatto di 30 secondi, dato da:

TEMPO= 600 / (lunghezza focale X fattore di Crop),  ovvero 600/20= 30.

Mentre per un sensore  APS-C con fattore Crop 1,5 otteniamo 600/30= 20

Regola del 600
Lunghezza Focale 20mm tempo di scatto (secondi)
Full-Frame 20mm 30
Crop sensore (1,5) 30mm 20
Crop sensore (1,6) 32mm 18

Nel caso in cui le stelle che fotografiamo ruotano attorno alla stella polare possiamo applicare la regola del 500. In questo caso, il motivo è dato dal fatto che il loro moto apparente risulterà minore in prossimità della stella polare, consentendoci di diminuire i tempi di scatto.

Impostazione della fotocamera

Le impostazioni della fotocamera ideali per la fotografia notturna, non si differiscono molto dalla classica fotografia di paesaggio, tranne per per l’apertura di diaframma.

Tipicamente nella fotografia di paesaggio per ottenere una buona profondità di campo, dobbiamo chiudere il diaframma intorno a f/16.

Mentre, contrariamente alla fotografia di paesaggio, se vogliamo ottenere una perfetta volta celeste, dobbiamo aprire il diaframma alla massima apertura.

Dato che durante la notte l’unica fonte di luce sono proprio le stelle, abbiamo bisogno di far entrare nel nostro  sensore quanta più luce possibile, ecco perché il diaframma deve essere impostato alla massima apertura consentita dal nostro obiettivo.

Una volta applicata la regola del 600, non potremmo più neanche agire sul tempo di scatto.

Per controllare la quantità di luce necessaria per ottenere una esposizione bilanciata, dobbiamo agire solo attraverso gli ISO, facendo alcuni scatti di prova, fino a raggiungere l’esposizione ottimale.

Consiglio: una  leggera sovraesposizione ci consentirà in fase di post-produzione di recuperare le ombre senza generare alcun rumore.

Cielo stellato

Ruden – Austria. In questa foto ho dovuto impostare una sensibilità di 2500 ISO, avendo una focale con massima apertura f/3,5 – tempo di scatto 20 sec.

Scatta in Raw

Il file Raw (dall’inglese Grezzo) è come un vero e proprio negativo, dal quale possiamo recuperare ogni informazione di scatto.

Ricordatevi di impostare il salvataggio delle immagini in formato Raw, questo ci consentirà in fase di post-produzione di recuperare sia le ombre che il bilanciamento del bianco, oltre ad avere un immagine con una resa dei dettagli molto più fine.

Mentre, se scattassimo le nostre foto in formato JPG, non avremmo più la possibilità di recuperare eventuali problematiche, dovute per esempio al non corretto bilanciamento del bianco, oppure ad una sotto esposizione.

Impostazione della Messa a Fuoco per il cielo notturno

Di norma nella fotografia di paesaggi, si imposta la modalità Manual Focus, però incerti casi si può scegliere di impostare l’Autofocus.

Invece per quanto riguarda la fotografia del cielo notturna, non abbiamo altra scelta che disabilitare l’Autofocus.

Questo perché sarebbe impossibile per qualsiasi sistema di Autofocus riuscire a mettere a fuoco le stelle su un profondo cielo buio.

Impostazione Manual Focus MF

Impostazione Manual Focus MF

Per ottenere una messa a fuoco ottimale del nostro cielo stellato, dobbiamo in primo luogo accettarci che l’obiettivo sia impostato su Manual Focus MF, dopo di che regoliamo su infinito (∞) agendo sulla ghiera di messa a fuoco.

A questo punto dovremmo fare dei piccoli aggiustamenti.

Attiviamo la modalità live view sulla nostra fotocamera,  ingrandiamo al 100% e regoliamo leggermente la messa a fuoco, fino a che non vediamo perfettamente a fuoco la luce puntiforme di una stella.

Dopo aver effettuato questa procedura, con un pennarello a punta fine segniamo il punto esatto sull’anello dell’obiettivo.

Questo ci servirà per non perdere il punto di messa a fuoco nel caso in cui ruotassimo inavvertitamente la ghiera di messa a fuoco.

L’ora ideale per fotografare le stelle

Dato che dovremmo fotografare di notte, in realtà non vi è un orario ideale, in quanto tutto dipende dalla stagione dell’anno, che andremo a scegliere per andare a fotografare le stelle.

Quinti per avere una perfetta visione della volta celeste dovremmo aspettare almeno tre ore, affinché svanisca quella aureola di alone sul cielo.

L'ora ideale per fotografare le stelle

In inverno sarebbe ideale fare i nostri scatti dopo le 21:00, ma lo stesso orario non andrebbe affatto bene in estate, dato che il sole nel periodo estivo tramonta dopo le 20:00.

Il mio suggerimento è quello di iniziare a scattare almeno tre ore dopo che il sole tramonta, e vi spiego il perché:

Ache se vi trovate a parecchi chilometri dalla città, subito dopo il tramonto il cielo sarà terso di un aureola di luce che non ci permetterà di avere un cielo perfettamente cristallino.

Le stelle più deboli non saranno visibili a causa della foschia luminosa, per non parlare dell’inquinamento delle auto che provocano a loro volta una sorte di cappa sopra il centro abitato.

Inoltre spesso l’atmosfera è turbata da un mix  correnti di area calda e fredda che creano rifrazione della luce sull’atmosfera.

Per conoscere con estrema esattezza quanto il sole tramonterà,  potrete consultate l’App The Photographer’s Ephemeris, da dove potrete controllare  sia gli orari che le traiettorie del sole che tramonterà nel luogo dove andremo a fare i nostri scatti.

Impostazione ISO

Come spiegato in precedenza con la regola del 600 e l’impostazione del diaframma a tutta apertura, per poter avere una corretta esposizione, dovremmo agire solo sugli ISO,  i quali determineranno  il passaggio di luce adeguata attraverso il nostro sensore.

Talvolta asseconda la combinazione tempo/diaframma possiamo arrivare a sensibilità anche oltre i 3000 ISO.

Valori di ISO troppo elevati possono essere causa di un maggiore rumore digitale che si traduce in una immagine poco nitida.

In questo caso un sensore Full-frame riesce a gestire meglio valori di ISO alti, grazie alla minore densità dei fotodioti che popolano il nostro sensore.

Diversamente, un sensore più piccolo a parità di risoluzione produce maggiore rumore.

Per ovviare a questo problema avremmo bisogno di una lente molto luminosa, che ci permetta di far entrare nel nostro sensore la giusta quantità di luce senza il bisogno di aumentare troppo gli ISO.

Immaginiamo l’esempio della foto che ho realizzato a Ruden in Austria:

In questa foto ho usato una focale da 10mm su sensore APS-C  e o impostato un tempo di scatto di 20 sec.

Considerando la massima apertura di F/3,5 ho dovuto impostare un valore 2500 ISO.

Se la mia lente avesse avuto una apertura di F/2,8 sarei riuscito ad ottenere la stessa esposizione con un valore di almeno 1600 ISO,cosi avrei potuto ottenere un immagine ancor più nitida.

Con questo esempio potete comprendere come in rapporto del Tempo/diaframma otteniamo i relativi ISO.

Disattiviamo lo stabilizzatore immagini

Alcuni obiettivi hanno un sistema di stabilizzazione dell’immagine, lo stesso vale anche per alcune fotocamere (come la Sony a7iii).

Lo stabilizzatore di  immagini è un sistema che ci viene in aiuto nello scatto a mano libera, onde evitare il fastidioso tremolio della mano, o quando usiamo delle ottiche spinte come i potenti teleobiettivi.

Esso ci permette di ottenere delle immagini perfettamente nitide che altrimenti risulterebbero mosse.

Visto che per fotografare le stelle useremo sempre un treppiede, l’uso dello stabilizzatore sarebbe deleterio, in quanto anche se la fotocamera è ben stabile sul treppiede, lo stabilizzatore essendo attivo, entrerebbe sempre in funzione creando delle micro vibrazione che andrebbero a incidere in maniera disastrosa nella resa finale dell’immagine.

Quindi ricordiamoci di disattivare questa funzione.

L’importanza della gamma dinamica per la fotografia notturna

Se avete avuto modo di leggere la mia guida 12 suggerimenti per Fotografare i paesaggi  parlo dell’importanza della gamma dinamica.

la gamma dinamica per la fotografia notturna

La gamma dinamica è il range di intervallo tra i valore di luce più alta ed il valore di luce più bassa.

Il nostro occhio riesce a percepire una gamma dinamica molto alta rispetto ad un sensore digitale, nonostante la tecnologia abbia fatto enormi passi in questo senso.

quanto arriveremo nel luogo dove andremo a effettuare i nostri scatti, ci ritroveremo di notte nel nostro scenario,e avremo bisogno di qualche minuto affinché i nostri occhi riescano a percepire sia la luce delle stelle, che il terreno circostante.

Per la nostra fotocamera non sarà la stessa cosa, e quando faremo il primo scatto, ci accorgeremo sin da subito che nonostante la luce del cielo sia esposta correttamente, il terreno circostante risulterà totalmente nero.

Suggerimento: Per bilanciare l’immagine dovremmo effettuare due scatti differenti, uno per il cielo stellato e uno per l’ambiente circostante. una volta che avremo realizzato i nostri scatti dovremmo fonderle in fase di post-produzione, per ottenere un immagine perfettamente omogenea.

Tecnica di Ripresa

Dato che di notte  a causa della scarsa luminosità risulta difficile cercare di creare una composizione, conviene recarsi nel luogo durante il giorno.

In questo modo abbiamo tutto il tempo per cercare un posto  dove poter posizionare la nostra fotocamera in tutta sicurezza, e nello stesso tempo cercare una buona composizione per il nostro scenario.

Tre ore dopo il tramonto saremo pronti per fotografare la volta celeste, procedendo nel modo seguente:

  1. Fissate la fotocamera sul treppiede e inquadrate il vostro scenario
  2. Accertatevi che la fotocamera sia impostata in manuale (M)
  3. Regolate l’apertura di diaframma alla massima apertura consentita dal vostro obiettivo
  4. Impostate il tempo di scatto secondo il valore della regola del 600
  5. Impostare un primo valore di partenza di  1600 ISO
  6. Regolate la messa a fuoco su infinito (∞),  ingrandendo un oggetto luminoso, ruotate finemente la ghiera di messa a fuoco, fino ad ottenere una luce puntiforme perfettamente a fuoco.
  7. Adesso effettuate una serie di scatti aumentando gradualmente il valore ISO fino a raggiungere una leggera sovraesposizione del cielo stellato

Una volta che avrete terminato con gli scatti sul cielo stellato, mantenendo sempre la fotocamera sulla stessa composizione, dobbiamo procedere a realizzare un’altra serie di scatti sull’ambiente circostante.

In questo caso dobbiamo mettere a fuoco un punto vicino come una roccia, e procedere nuovamente con i nostri scatti di prova fino ad ottenere una buna esposizione.

In fase di post-produzione, attraverso le maschere di livello dovrete fondere insieme le due immagini, cosi da ottenere un immagine ben bilanciata.

Potrete anche decidere di realizzare un unico scatto, in questo caso dovrete esporre sul cielo e mantenere in ombra il paesaggio circostante, successivamente quando andremo a sviluppare il file Raw, andremo ad agire aprendo le ombre.

 

Post-Produzione della fotografia notturna

Se le immagini scattate sono state bene esposte, lo sviluppo del File Raw non sarà molto complesso.

In primo luogo abbiamo bisogno del nostro software  di editing, quale potrebbe essere Lightroom, Luminar 4, Capture one piuttosto che Photoshop.

Asseconda del vostro livello di esperienza nella post-produzione, il processo di editing non sarà molto differente dal modo in cui siete abituati a lavorare  le vostre immagini.

Il Primo passaggio da eseguire è  correggere eventuali sotto/sovra esposizione.

Iniziamo con la regolazioni attraverso il cursore Esposizione,  fino ad ottenere il giusto bilanciamento.

Tramite  l’istogramma potrete ottenere un maggiore controllo.

esposizione

 

Il secondo passaggio che dobbiamo eseguire è correggere il bilanciamento del bianco.

Questo passaggio può essere fatto sia in fotocamera prima della ripresa, impostando un valore in gradi Kelivin di circa 3200K.

Temperatura colore

Oppure assodato che abbiamo scattato in Raw, possiamo correggerlo direttamente sul nostro software di editing, regolando il cursore del bilanciamento ad un valore temperatura tra il blu e il violetto, come mostrato nella figura sopra.

Questo ci consentirà di ottenere un cielo con un bel profondo blu.

Una volta che avremo applicato le regolazione su tutta la scena, non ci resta che andare a creare una maschera Filtro Graduato sul cielo.

Questa ci servirà per apportare le regolazione specifiche per far risaltare le stelle.

Regolazioni cielo stellato

 

Dobbiamo agire sui cursori che regolano Contrasto, Chiarezza e Saturazione. Aumentando gradualmente il loro valore fino ad ottenere un cielo contrastato e con una leggera saturazione.

Riduzione Disturbo: Quando andrete a fotografare le stelle considerate  il fattore ISO, il quale andrà ad incidere sulla resa finale delle vostre immagini.

Asseconda del valore ISO che avete applicato in rapporto del sensore, verrà generato sulle nostre immagini un certo quantitativo di rumore digitale.

La maggior parte dei software di editing foto, hanno una funzione in grado di ridurre il rumore digitale, per esempio in Lightroom nel pannello Riduzione disturbo potete regolare i valori di Luminanza e Dettagli, così da  ottenere un miglioramento dell’immagine.

riduzione disturbo

IMPORTANTE: Usate con moderazione questa funzione. Con un livello di regolazione troppo alto  rischierete di ottenere un immagine troppo artificiosa.

Maschera di livelloSe avete eseguito il bracketing con varie esposizioni potrete fonderle su Photoshop, creando delle maschere di livelli dove andrete a fonderle per ottenere un unica immagine omogenea.

Come avrete avuto modo di capire, il processo di post-produzione non è molto complesso. Tenendo condo del fatto che avendo come immagine di partenza un buon file Raw, possiamo con pochi aggiustamenti ottenere risultati più che soddisfacenti.

Conclusioni

In questa guida abbiamo analizzato tutti gli aspetti più significativi, dalla pianificazione, al tipo di corredo fotografico, e dalla ripresa fotografica, fino alla  fase di post-produzione.

Una volta che avrete padroneggiato con la tecnica sarete in grado di sapere con esattezza ogni settaggio da applicare a seconda del tipo di scenario che si presenterà dinanzi a voi.

Andare a fotografare le stelle sarà una occasione per portare a casa splendide immagini di paesaggi notturni.

Se avete suggerimenti in merito non esitate a scrivermi o lasciare i vostri commenti sul form sottostante.

Buna luce!

 

 

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