Tamron 20mm f/2.8 Di III OSD M1:2 recensione e prova sul campo

Aggiornato: 4 Dicembre 2021 da Jo Vittorio

L’ultra grandangolare dalla messa a fuoco estremamente ravvicinata per Sony Full-Frame E-Mount

Tamron 20mm f/2.8 Di III OSD M1:2

Introduzione

Il Tamron 20mm f/2.8 Di III OSD M1:2, è stato annunciato dalla Tamron verso la fine di Ottobre del 2019, in contemporanea con i suoi cugini 24 e 35mm, tutti obiettivi a focale fissa, progettati specificamente per fotocamere Sony FE mirrorless full frame.

I suoi pregi sono, leggerezza, compattezza, e la tropicalizzazione, il che significa che abbinato sul corpo macchina della Sony, equivale ad avere una fotocamera a prova di agenti atmosferici.

Ma il suo vero punto di forza è la messa a fuoco ravvicinata, fino a 0,11m, con un fattore d’ingrandimento 1:2, praticamente quasi un obiettivo macro. Abbastanza raro trovare in una lente ultra-grandangolare questi valori.

Risaputo che gli ultra-grandangolari per Full-Frame sono abbastanza costosi, Tamron è riuscita con un prezzo davvero basso, a strizzare l’occhio ai fotografi low budget in cerca di una lente di buona qualità, senza dover sborsare cifre da capogiro.

Parliamo di un obiettivo a focale fissa, in grado di competere con lenti del calibro di, Sigma 20mm Art (vedi il mio articolo) o Sony FE 20mm F1.8 G.

In questo articolo analizzeremo un po’ più da vicino il Tamron 20mm f/2.8, a partire dalle sue caratteristiche, fino alla parte pratica, con alcune prove fatte in campo, così da poter valutare in maniera dettagliata questo interessante ultra grandangolare.

Specifiche tecniche

La prima cosa che ho fatto prima di acquistare il Tamron 20mm f2.8 M1:2, e dare uno sguardo alle specifiche tecniche, direttamente sul sito ufficiale. Per la valutazione ho comparato il sigma 20mm Art, tenendo conto che il Sigma possiede una luminosità maggiore, un peso 4 volte maggiore ed un prezzo molto più alto.

Dati ufficiali Tamron
Lunghezza focale20mm
Apertura massimaf/2,8
Apertura minimaf/22
Distanza minima di messa a fuoco0,11m
Rapporto di ingrandimento massimo1:2
Diametro filtro67mm
Peso220g
Gruppi-Elementi9-10
Angolo di campo94°
Numero lamelle diaframma7
Prezzo attualeVedi su Amazon

Impressioni

Il primo aspetto da considerare del Tamron 20mm f/2.8 è sicuramente il design molto piacevole e curato in ogni dettaglio. La costruzione è quasi interamente in plastica ma ben realizzata, lo si capisce tenendolo in mano.

Questo è reso possibile grazie agli alti standard qualitativi tipico della Tamron. Un ulteriore beneficio della costruzione in plastica è certamente il suo peso di appena 220g.

Altro aspetto importante, è la guarnizione in gomma che lo rende tropicalizzato, ideale per fotografare in ogni condizione meteo.

Quando ho innestato per la prima volta il Tamron 20mm f/2.8 sulla mia Sony a7iii, la sensazione che ho avuto, è stata quella di non accorgermi nemmeno di averlo sulla fotocamera, ciò è dovuto sia alla leggerezza che alla sua compattezza di soli 64mm, un aspetto che considero molto vantaggioso, in particolar modo per la Street Photography, dove è molto facile trascorrere ore in città girando con la fotocamera a tracollo, e in questi casi, la differenza tra avere un obiettivo pesante ed uno leggero è significativamente importante.

Messa a fuoco

Dopo aver effettuato alcuni scatti di prova, ho potuto testare AF, il quale si è dimostrato tutto sommato abbastanza rapido, preciso e fluido, anche se alcune volte non riusciva a fissare bene il soggetto.

Per quanto riguarda la rumorosità, quasi non lo si sente, questo grazie al sistema OSD (Optimized Silent Drive) e si riferisce al motore AF, eccetto per un modesto rumore, una sorta di click, che si verifica quanto l’autofocus non riesce ad agganciare bene il punto. Lo stesso accade quando si accende la fotocamera, questo è dovuto all’apertura dell’AF.

Sicuramente per chi fa video questo obiettivo non lo consiglio, proprio per via di questo strano click che ogni tanto si avverte, il quale potrebbe interferire con la registrazione audio del microfono integrato.

la messa a fuoco manuale funziona con il sistema “by-wire”, Preciso e fluido, tutta via la corsa della ghiera è molto lunga, il che significa girare la ghiera e riprenderla a girare per poter prendere il punto. Questo non lo considero un difetto, anzi, permette di affinare il punto di messa a fuoco in maniera molto più accurata.

La messa a fuoco ravvicinata

Come accennato in precedenza, la messa a fuoco ravvicinata del Tamron 20mm f/2.8 è un punto di forza significativamente importante, considerando che stiamo parlando di un grandangolo, che riesce a mettere a fuoco un soggetto a 11cm dal piano del sensore, con un rapporto di ingrandimento massimo di 1:2 (da qui M1:2 sigla finale nel nome dell’obiettivo). Questo permette di ottenere delle immagini con delle prospettive estremamente originali, inoltre grazie alla sua luminosità massima f/2.8, possiamo realizzare delle immagini con un straordinario Bokeh.

Nitidezza

La nitidezza di questo grandangolo si dimostra abbastanza dettagliata su tutto il fotogramma, da f/2.8 fino a f/16, ovviamente non riesce a raggiungere un livello di dettaglio simile al Sigma 20mm Art, ma considerando il prezzo basso del Tamron, direi che è un compromesso accettabile.

Effettuando alcune prove, ho notato che il massimo dettaglio si ottiene a f/4. Solo a partire da f/16 fino a f/22 Il dettaglio comincia a perdersi e diventare più morbido.

Per la fotografia di Paesaggio un buon risultato si ottiene tra f/9 e f/11, Tenendo presente che grazie alla sua ampia apertura, con queste impostazioni possiamo ottenere un ottima profondità di campo.

Le aberrazioni cromatiche sono sufficientemente contenute, grazie alla costruzione ottica di 10 elementi in 9 gruppi, in cui abbiamo elementi LD (Low Dispersion) e GM (Glass Molded Aspherical).

Distorsione

La distorsione del Tamron 20mm f/2.8 è abbastanza accentuata, lo si capisce dal tipico effetto a barilotto, nulla che non si possa correggere in maniera del tutto automatica.

File Raw Sony a7iii – Immagine con correzione disattivata – risoluzione 6000x4000px
File Raw Sony a7iii – Con correzione Attivata in fotocamera – risoluzione 6000x4000px

Ho avuto modo di testare la correzione della distorsione, sia in fotocamera che in Lightroom. In entrambi i casi la risoluzione resta invariata senza alcun Crop. Infatti leggendo alcune recensioni, alcuni utenti si lamentavano del fatto che la correzione automatica riduceva la risoluzione dell’immagine. In realtà la risoluzione dell’immagine viene mantenuta anche dopo la correzione.

Senza correzione distorsione
Correzione distorsione attivata in Lightroom

Sfortunatamente La correzione automatica non è supportata da tutti i modelli della Sony, come per esempio, le Sony a7 di prima generazione, le quali ne sono sprovviste. In ogni caso in post produzione possiamo correggere sia la distorsione che la vignettatura.

Vignettatura

La vignettatura è un altro punto a svantaggio del Tamron 20mm f/2.8, ma in generale un tipico difetto delle focali corte.

In questa lente è abbastanza evidente a tutta apertura f/2,8, in cui abbiamo un calo di luminosità agli angoli di quasi 3 stop, lo si può notare anche dal display della fotocamera. Ad ogni modo, a partire da f/4 comincia ad attenuarsi, e via via svanire da f/5,6 fino a f/8, dove il calo di luminosità è di 1,67 stop.

Tuttavia possiamo correggere la vignettatura attraverso il profilo obiettivo di Lightroom, il quale oltre a correggere la distorsione è in grado di correggere la quasi totalità di vignettatura.

Comparazione

Tamron 20mm f/2.8

Tamron 20mm f/2.8 Di III OSD M 1:2 per Sony E-Mount

Sigma 20mm Art

Sigma 20mm F/1.4 Dg Hsm Art Sony E-Mount

Sony FE 20mm f/1,8

Sony FE 20mm F1.8 G

Tamron 20mm f/2.8 Sigma 20mm F/1.4 Dg Hsm Art Sony FE 20mm F1.8 G
Lunghezza focale: 20 mm20 mm20 mm
Apertura massima: f/2,8f/1,4f/1,8
Apertura minima:f/22f/16f/22
Distanza minima di messa a fuoco:0,11 m27.6 cm0,19 m
Diametro filtro: 67 mmNO 67 mm
Numero lamelle diaframma: 79 9
Gruppi-Elementi: 9-1015/1112-14
Peso:220 g950 g373 g

Conclusioni

Il Tamron 20mm f/2.8 Di III OSD M 1:2 è un ultra grandangolare compatto e leggero, con delle prestazioni ragguardevoli in fatto di nitidezza, offrendo immagini di ottima qualità, che piaceranno anche ai fotografi più esigenti.

Tuttavia, sia la distorsione che la vignettatura, sono molto evidenti già sul display in fotocamera, ma trascurabili se si considera che questi difetti possono essere corretti facilmente sia in fotocamera che in post-produzione.

Il suo uso ideale è per la fotografia di paesaggio, viaggi, architettura e street, senza dimenticare il fatto che grazie alla sua tropicalizzazione, non dovremmo temere gli agenti atmosferici.

Che dire, considerando il prezzo direi che non ha concorrenti in grado di eguagliarlo allo stesso prezzo, tenendo presente che tutti grandangolari per Sony della serie 7 costano più del doppio.

ho avuto il Sigma Art per circa 6 mesi e posso asserire che questo ultra-grandangolo per le caratteriste che possiede è davvero interessante.

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